Intervista a Hugh Chambers
Ogni mese chiediamo a un fotografo di ritrarre una Travel Jacket di Corneliani su qualcuno, da qualche parte nel mondo. Questi scatti sono stati realizzati a Chapman’s Pool, sulla Jurassic Coast nel Regno Unito, da Hugh Chambers, fotografo e filmmaker della costa meridionale inglese. Ispirato dai paesaggi costieri, dal movimento e dalla luce naturale, il suo lavoro unisce immagini cinematografiche a un approccio rilassato e documentaristico. Accanto ai progetti commerciali, è attratto da storie definite dai luoghi, dall’atmosfera e dalle persone che li abitano – proprio come in queste immagini della Travel Jacket.


Dove sono stati realizzati questi scatti?
Hugh Chambers: «A Chapman’s Pool, una splendida insenatura sulla Jurassic Coast del Dorset. Amo il viaggio verso questo luogo tanto quanto la destinazione stessa: le strade di campagna tortuose e i piccoli villaggi che si attraversano sembrano l’essenza stessa della Gran Bretagna. C’è una calma nel paesaggio che crea un’atmosfera davvero serena».
Chi indossa la Travel Jacket?
Hugh Chambers: «Max Howard è fotografo, modello e motociclista. Sempre in movimento, alterna avventure in luoghi lontani e incontaminati a percorsi urbani vissuti su due ruote».
Qual era il mood che cercavi di trasmettere?
Hugh Chambers: «Mi piaceva il contrasto tra una giacca così pulita ed elegante e la costa aspra e selvaggia. Da un lato sembra quasi fuori posto in un luogo tanto remoto; dall’altro, si integra naturalmente nel paesaggio, richiamando le tonalità delle rocce, dell’acqua e dell’ambiente circostante. Volevo evocare la sensazione che questa scena potesse trovarsi ovunque. Con la luce giusta, quel tratto di costa può sembrare quasi mediterraneo, come se Max fosse appena sceso da uno yacht a vela per scattare qualche fotografia e godersi il panorama».
Cosa rappresenta per te questo luogo?
Hugh Chambers: «È un posto in cui vado per staccare. Dista solo circa un’ora da casa mia, ma sembra lontanissimo dal ritmo della vita quotidiana. Rispetto al fermento della mia città natale, appare incredibilmente rurale e senza tempo. Bournemouth è una città costiera, ma la Jurassic Coast ti conquista con la sua vastità, la sua bellezza e il suo senso di evasione. Dopo lo shooting abbiamo concluso la serata in uno dei miei pub preferiti, poco distante da Chapman’s Pool. Guardare le ultime luci del giorno scendere sulle colline e sulla costa è stato il finale perfetto».
Pensi che le immagini raccontino qualcosa di te o cerchi di restare fuori dall’inquadratura?
Hugh Chambers: «Credo che, inevitabilmente, ogni immagine racconti qualcosa di me. Questo luogo, in particolare, fa parte della mia storia: lo frequento e lo esploro fin da ragazzo e, per questo, nutro nei suoi confronti un legame profondo. Mi piace pensare che anche l’uso del colore, attraverso la presenza dei fiori, e la luce in controluce riflettano il lato più luminoso, caloroso e spontaneo della mia personalità».
Cosa ti piace del viaggio?
Hugh Chambers: «Mi piace la sensazione di apertura e rinnovamento che il viaggio porta con sé. Ogni partenza mi restituisce energia, anche quando comporta qualche ora di jet lag. Spesso non ci si rende conto di quanto fosse necessario allontanarsi dalla routine finché non si arriva in un luogo nuovo e si pensa: “Potrei restare qui per sempre”. Viaggiare è uno stimolo prezioso, sia sul piano creativo che personale: mi aiuta a rallentare, a osservare con maggiore attenzione e a vivere il momento con più consapevolezza. Mi capita spesso di fotografare dettagli apparentemente insignificanti, scene quotidiane che normalmente passerebbero inosservate. Trovo molto interessante il modo in cui David Hockney descrive l’influenza che l’ambiente esercita sul nostro lavoro e sulla nostra creatività. È un pensiero che cerco di portare con me anche una volta tornato a casa: continuare a osservare con curiosità ciò che mi circonda, cogliere i piccoli dettagli e trovare ispirazione nella quotidianità».».
Cosa racconta il tuo stile di te?
Hugh Chambers: «È una domanda difficile, perché non credo di aver definito completamente il mio stile. Sono attratto dai grandi spazi aperti, dall’oceano, dal movimento, dalle linee decise, dal colore e dalla luce. Immagino che il fatto di amare la vita all’aria aperta e gli shooting in location o durante i viaggi dica già qualcosa di me».
Ti senti più te stesso quando sei a casa o quando sei in viaggio?
Hugh Chambers: «Probabilmente quando viaggio. Mi piace il modo in cui un ambiente nuovo cambia la mia prospettiva e mi aiuta a essere più presente».
Qualcosa di inaspettato che porti sempre in valigia?
Hugh Chambers: «Probabilmente la maggior parte delle cose che porto è piuttosto prevedibile. Forse una mascherina per gli occhi e dei tappi per le orecchie: non sono particolarmente glamour, ma sono indispensabili».
Infine, come ha performato la Travel Jacket durante lo shooting?
Hugh Chambers: «La Travel Jacket si è rivelata la compagna ideale per questa giornata di shooting. Abbiamo lavorato nel giorno più caldo dell’anno fino a quel momento, con temperature che superavano i 30 gradi e la giacca ha dimostrato una straordinaria leggerezza e facilità d’uso, garantendo comfort anche nelle ore più calde senza rinunciare a un’eleganza impeccabile. Il modo in cui seguiva il movimento del vento e dialogava con il paesaggio costiero la rendeva perfettamente in sintonia con l’ambiente circostante».




HUGH CHAMBERS
Fotografo e filmmaker britannico, Hugh Chambers vive e lavora sulla costa meridionale del Regno Unito, una presenza costante che permea il suo immaginario visivo. Dopo una formazione musicale, ha affinato il proprio sguardo attraverso il viaggio, sviluppando una pratica fotografica caratterizzata da un equilibrio naturale tra estetica cinematografica e autenticità documentaria. Ispirato dalla luce, dal movimento e dai paesaggi costieri, realizza immagini che evocano un forte senso del luogo. Accanto ai progetti commerciali, predilige narrazioni in cui ambiente, atmosfera e presenza umana si intrecciano con naturalezza
