Progetto Travel Jacket - MATHIAS KUTT

Progetto Travel Jacket - MATHIAS KUTT
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Progetto Travel Jacket - MATHIAS KUTT

Travel Jacket Project

Intervista a Mathias Kutt 

Ogni mese chiediamo a un fotografo di ritrarre una Corneliani Travel Jacket su qualcuno, in un luogo qualsiasi del mondo. Le immagini di questo mese sono di Mathias Kutt, fotografo nato e cresciuto nella Foresta Nera, dove sono stati realizzati questi scatti. Il lavoro di Mathias tende a privilegiare ritratti silenziosi, guidati dalla luce, capaci di una profondità discreta — come si vede in queste immagini della Corneliani Travel Jacket. 

Dove sono stati realizzati questi scatti? 

Mathias Kutt: «Nel sud della Foresta Nera, in Germania».  

 

Chi indossa la Travel Jacket?

Mathias Kutt «ll capospalla è stato indossato da Max. Vive sul Lago di Costanza, studia biologia e credo che abbia davvero apprezzato il tempo passato all’aria aperta e la flora unica di questa zona». 

 

Qual era il mood che cercavi di trasmettere?

Mathias Kutt: «La Foresta Nera è un luogo su cui si proiettano molte immagini e interpretazioni, e si rivela in modi cangianti, talvolta persino contraddittori. Alla fine del XIX secolo, un gruppo di pittori attorno a Wilhelm Hasemann scoprì la regione come motivo pittoresco. Fondarono una colonia di artisti in una delle valli e contribuirono a costruire — ed esportare — un’immagine romanticizzata della vita rurale, un’immagine che risuona ancora oggi. Ma questo senso di idillio racconta solo una parte della storia. 
Nel corso dei secoli, il paesaggio è stato trasformato in profondità. Dal medioevo al XVIII secolo, le foreste furono quasi completamente disboscate per fornire legname e carbone alle attività minerarie, alla produzione del vetro e alle prime lavorazioni metallurgiche. In seguito, vennero ricoperte con monocolture di abete e peccio su larga scala. Nel XIX secolo la regione si industrializzò rapidamente, con piccole e medie fabbriche specializzate in prodotti di meccanica di precisione, lasciando ulteriori segni sul territorio. Ancora oggi molti di questi siti produttivi si trovano attorno ai centri maggiori: alcuni sono attivi, altri abbandonati. 
Tutto questo influenza il mio modo di guardare il paesaggio, anche nei luoghi in cui la natura oggi può svilupparsi più liberamente — come la valle che ho percorso di recente con Max per lo shooting».  

 

Che cosa rappresenta per te questo luogo?

Mathias Kutt: «Sono cresciuto qui e, ora che torno a passare più tempo in questa regione, mi accorgo di quanto sia profondo il mio legame con questo paesaggio. Da tempo desidero creare immagini che lo evochino senza scadere nel letterale o nel folkloristico. La fotografia di ritratto e quella di moda mi sembrano il terreno ideale per esplorare questa ricerca». 

 

Pensi che le immagini che hai realizzato dicano qualcosa di te, oppure cerchi di tenerti fuori dall’inquadratura?

Mathias Kutt: «Spero che si capisca che mi piace davvero passare del tempo su queste montagne». 

Che cosa ti piace del viaggio?  

Mathias Kutt: «Al primo posto, per me, c’è il condividere esperienze e creare ricordi insieme agli altri. Spesso ripenso ai viaggi un po’ caotici che facevo con gli amici da ragazzo: allora sembravano solo una fatica, ma col tempo si sono trasformati in ricordi bel

 

Ti senti più te stesso quando sei a casa o quando sei in viaggio? 

Mathias Kutt: «In questo periodo mi sento davvero felice a casa, circondato da persone meravigliose».  

 

Qualcosa di inaspettato che porti sempre in valigia? 

Mathias Kutt: « Ultimamente mi piace essere ben organizzato: in valigia non mancano mai degli snack — e a volte perfino una piccola caffettiera».

 

Com'è stato indossare la Travel Jacket

Mathias Kutt: «Be’, di sicuro Max era il più elegante tra tutti gli escursionisti lassù».

MATHIAS KUTT

Nato e cresciuto nella regione della Foresta Nera, Mathias ha studiato fotografia al Lette-Verein di Berlino e, dal 2012, lavora come fotografo freelance specializzato in progetti editoriali e corporate. Il suo lavoro si distingue per ritratti silenziosi, permeati di luce, che rivelano una profondità sottile e sofisticata.